Alcuni piatti sanno raccontare un'intera civiltà. La b'stilla — un'elaborata preparazione di pasta warqa in cui un ripieno delicatamente speziato incontra mandorle tostate, cannella e zucchero a velo — è uno di questi. In Marocco viene servita tradizionalmente in occasione di matrimoni, nascite e grandi feste di famiglia.
Origini andaluse
Si ritiene che il nome derivi dallo spagnolo «pastilla» e che le sue origini risalgano alle cucine di Al-Andalus. Quando le famiglie andaluse si stabilirono a Fès dopo la Reconquista, portarono con sé il gusto per le sfoglie sottilissime e gli accostamenti agrodolci. Fès ne fece un capolavoro e la b'stilla divenne l'emblema della cucina della città, la stessa tradizione che ispira il menu di Dinarjat.
L'equilibrio tra dolce e salato
L'arte della b'stilla risiede in un equilibrio delicato. Al Dinarjat, la cura comincia dalla sfoglia: i nostri fogli di warqa vengono preparati in casa secondo il metodo tradizionale e lavorati a mano fino a diventare sottili, flessibili e croccanti. Il ripieno, storicamente di piccione e oggi spesso preparato con pollo quando il piccione non è disponibile, dona morbidezza; le mandorle tostate aggiungono consistenza; cannella e zucchero a velo creano infine una nota dolce che sorprende al primo assaggio e non si dimentica.
Un piatto delle feste diventato una specialità della casa
Preparare una b'stilla richiede ore, ed è proprio questo a renderla un piatto dell'ospitalità. Servendola ai propri ospiti, una famiglia marocchina offre anche il dono del proprio tempo. Con questo spirito, la b'stilla è una delle specialità di Dinarjat fin dall'apertura del ristorante nel 1990. La reinterpretazione dolce, con mandorle e crema inglese ai fiori d'arancio, completa il nostro menu.



